Si scendeva verso un luogo che non potevo nemmeno immaginare in quel momento. Avevamo già
visitato Cinisi e la casa di Peppino Impastato, avevamo fatto i 100 passi, avevamo raggiunto a piedi il
casolare dove lo avevano trovato. I ricordi di quei pochi giorni si ammassano in un unica bolla di
sensazioni, lacrime e sorrisi, riflessioni e menti svuotate per la tanta Bellezza vista ; non ricordo quindi se
fosse lo stesso pomeriggio, ma comunque avvenne avevamo preso l’ennesimo autostop per raggiungere
un punto in cui lei mi voleva portare, e così facemmo discendendo pendii privi di sentieri sicuri – è così la
Sicilia, te la immagini “mare” ma anche lei ha spigoli e pendenze. Ciabatte, costume e una borsa con un
asciugamano, camminavamo.
Era già lì in quel primo tratto, che lei mi disse come trovava sconcertante il fatto che quel territorio non
venisse valorizzato a pieno, che la gente del luogo non venisse spinta a prenderlo in mano per farlo
risplendere. Un poco erano le dannate forze maggiori di cui dopo trovammo le tracce, e un poco un fatto
culturale che pareva assopire, in alcuni casi sfinire, gli autoctoni. Parlavamo, chiacchieravamo, e forse
non potevamo permetterci di farlo con tale leggerezza, ma eravamo tra noi e quindi andava bene così. Lei
parlava dei luoghi della zona, sognava di prendere i ragazzi di là e riunirli, farli guardarsi in faccia e dirsi
se veramente non volevano agire.
E io me ne stavo ad ascoltare, e non avevo voglia di tornare a sentire gli occhi bagnarsi di rabbia come era
accaduto da Peppino pensando a chi aveva lottato ed era stato soppresso per aver avuto voce e cuore per
agire. Non ne avevo voglia, di sentirmi ancora abbattuta da quell’impotenza di cittadina italiana incapace
di reagire a qualcosa di così grande. Così ci ho provato e glielo ho detto. Domi, perché non lo facciamo?
È così che è nata Locatria. Un progetto, una cosa piccola che stiamo costruendo con le nostre teste e le
nostre forze, un progetto per creare un gruppo di giovani locali e organizzare una stagione estiva nel
piccolo di uno dei paesini del palermitano.
Poi quel giorno abbiamo proseguito salendo e abbiamo incontrato una serie di macerie, case, ville al mare
in decadenza. Poi la bellezza di una baia con una piccola caverna meravigliosa, e ancora strutture, se pur
magnifiche, notoriamente di mafiosi a cui sono state sottratte. Diamine, è scioccante. Per me esterna è
scioccante, tutta quella ricchezza abusiva alla luce del sole. Vivevo nel mondo dei sogni e sono un’illusa?
È probabile.
In ogni caso ho sempre pensato che è dalle emozioni forti che nascono le azioni importanti. Dalle
emozioni forti e dalle chiacchierate. Azioni importanti ma semplici, piccole. Alla portata delle nostre piccole mani, dei nostri piccoli cuori, dei nostri piccoli paesini.
