SOGNI NEL CASSETTO
Un inciampo nel mare
una storia di un sogno giovane
Qualcuno un giorno mi disse che i sogni nel cassetto, a lungo andare, muoiono e fanno la muffa.
Non ho mai visto i miei sogni come “chiusi dentro un cassetto”: nonostante lasci alla mia mente molto
spazio all’immaginazione, ho sempre avuto “i piedi per terra”, e ho sempre avuto qualcuno che credesse in
me. Insomma, i miei sogni prendono aria, ancora disordinati, sulla scrivania, alla ricerca di un algoritmo o
delle sorprese delle vita.
In una realtà monotona, i sogni sono una tragedia, che sconvolge un’esistenza arida e piatta e finisce per
distruggere e negare proprio quella normalità deleteria.
I sogni che sembrano avere la forza dell’impossibile fanno paura, esattamente come l’intelligenza acuta, ma
basta imprimere a loro una direzione. Spesso, però, finisce che le nostre aspirazioni rimangono solo a
prendere polvere, e alla fine dei tempi, di loro rimarrà solo uno starnuto.
Molte volte, quello che impedisce di realizzare i sogni è solo la nostra parte pigra: quando non vediamo
nelle cose che abbiamo già costruito i sogni realizzati e non troviamo la fantasia per il passo successivo.
Purtroppo non per tutti è così. Non tutti possono permettersi di riscrivere le loro storie o c’è qualcuno che
perennemente porta l’autostima degli altri sotto la suola delle scarpe.
La nostra giovinezza non merita chiusura: siamo spiriti liberi, influenzabili, e abbiamo bisogno di qualcuno
che invochi la nostra forza.
Potremmo avere le gambe insanguinate dai rovi, attraversare deserti con orizzonti vuoti, ma nel passaggio
avremmo potuto vedere la bellezza della fatica, una bellezza che si tramuta in essenza, e sarà così
stupefacente che annullerà il tempo, come non aver vissuto prima. Permettiamoci di avere un prima e un
dopo, e di non concludere la nostra vita al “prima”.
Costruiamo la nostra gloria, non è mai troppo tardi per nulla, se non per la morte.
I sogni hanno bisogno che il nostro io più profondo trovi la sua forma, il luogo idoneo e il tempo propizio.
Io sogno di essere come quei libri ribelli, combattivi: non voglio lasciarmi calpestare dal tempo che avanza
inesorabile e dall’angoscia che deriva da questa consapevolezza: le opportunità che ci vengono date sono
come fulmini che ti colpiscono quando la tua attenzione è presa da altro. Permettiamoci di rimanere
immortali.
Sogno tanti mondi diversi e sogno la mia vita adulta, a cui permetto sempre di cambiare nell’imprevisto che
può accogliermi. Una sola cosa vorrei rimanesse sempre intatta: l’amore per la cura degli altri. Per questo
non serve nessun potere, solo il nostro affetto e la nostra felicità.
In questa quarantena permettiamo a noi di raccontare la storia che avremmo voluto che fosse, diamoci
questa possibilità, almeno attraverso le parole, e apriamo quel cassetto. Il punto dei nostri obiettivi si è
dilatato in un tempo profondo.
Ricordiamoci che, se lo vogliamo, l’azzurro torna sempre intatto.
