Se penso a Rondine mi possono venire in mente infiniti “best moment”. Tanti li sto riscoprendo in questi giorni di quarantena perché, quando la malinconia prende il sopravvento, la mia mente ripercorre tutto quello che mi è successo durante il quarto anno. Quando parlo di momento
perfetto non intendo solamente momenti di risate a crepapelle, come quelle di Anna, e nemmeno i
momenti più significativi, come le selezioni del QAR4, lo YoutopicFest o l’ultimo giorno nella cittadella.
Uno dei più best tra tutti i miei “best moment” a Rondine era la sera quando prima di andare a dormire segnavo su di un post-it giallo una parola, un abbraccio, una gesto….qualunque cosa mi avesse reso felice nell’arco della giornata. Inizialmente li attaccavo sul muro, ma ovviamente le Signore (quelle delle pulizie del convitto) me li staccarono tutti – ci mancò poco che me li buttassero nel cestino! – allora decisi di attaccarli sul quadernino che ci diedero ad inizio anno e in cui mi ero ripromesso di prendere appunti, ma che in realtà era rimasto sulla scrivania e prendeva più polvere che altro.
Ma perché decisi di fare questa cosa? Semplice, perché quando scrivi rendi le parole e i momenti eterni ed i volevo che i ricordi di quei momenti importanti rimanessero per sempre con me. Sembrerebbe così facile trovare un qualcosa che avesse reso speciale la mia giornata, potreste dire, ma in realtà era difficilissimo. Non perché io fossi perennemente depresso – va beh, ogni tanto succedeva anche – e quindi non avevo nulla, ma perché avevo a mia disposizione un solo post-it e volevo giocarmelo al meglio. E come quando si vuole scattare una foto, ma il rullino te ne lascia fare soltanto più una e allora vuoi che questa sia la migliore.
Ebbene, arriviamo al dunque. La sera mi prendevo 10 minuti in cui mi mettevo alla scrivania con post-it da una parte e penna blu (sempre e solo blu, guai se fosse nera!) e cercavo di rivivere in
rewind la mia giornata. Mentre nella mia mente scorrevano 150 mila immagini al secondo, ecco che
puntualmente arrivava quella che cercavo. Allora la scrivevo giù, su quel post-it per e tutto soddisfatto la attaccavo sul muro ed ero pronto ad andare a dormire, con impresso in mente quel momento che aveva reso speciale una qualunque giornata a rondine.
